Joshua Sinclair
Traduzione di Chiara Brovelli
1895, Emma Elizabeth Stanford, figlia di un noto reverendo anglicano, cresce in India, dove la madre muore assistendo poveri e malati, lasciandole in eredità profonde convinzioni cristiane. Sposa Richard, funzionario dell’Ufficio Coloniale di Londra, che accetta l’incarico di rappresentante economico nella colonia nigeriana, e insieme partono per l’Africa Occidentale. Qui Emma si confronta presto con la violenza del dominio imperialista, a cui il marito aderisce con convinzione. Sulle sponde del Cross River, la popolazione locale affronta malattia, guerra e la negazione della libertà, rivelando la fragilità della condizione umana. La tensione tra colonizzatori e colonizzati cresce quando Re Gaze Fulani, sovrano nativo educato in Inghilterra, si oppone alle tasse imposte alla colonia; Richard risponde facendo intervenire le truppe contro il popolo. I tumulti degenerano rapidamente in violenze sempre più gravi.
pag. 350
Prezzo € 22,00
979-12-81923-19-5


Collana di narrativa genere sociale e storica per chi ha fame di conoscenza e verità
Una risposta a “Cross River People Edizione italiana”
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Non è facile ingabbiare i capolavori entro i canoni di giudizi sommari e scontati ma in questo caso il convincimento di trovarsi tra le mani un romanzo meraviglioso, potente e sconvolgente, si fa sentire fin dalle prime pagine di lettura.
Con una sensibilità fuori dal comune l’Autore descrive i rapporti tra l’imperialismo coloniale britannico di inizio 1900, avido e soverchiante e alcune realtà dell’Africa equatoriale, prima fra tutte la Nigeria.
Oppressori e oppressi, conquistatori e conquistati, “civilizzatori” e “selvaggi” sono descritti con tutto il loto bagaglio di umane debolezze, in un contesto di malattie endemiche devastanti, prima fra tutte la lebbra, che deturpa i corpi e le anime di quella povera gente, mentre coraggiosi medici bianchi e missionari ispirati si impegnano a lenire le sofferenze e a diffondere il verbo di Dio.
Il senso di superiorità e le azioni di violenza dei colonizzatori si scontrano con la pazienza e la sopportazione dei neri, con le privazioni delle loro misere esistenze e con le vessazioni che giornalmente sono costretti a subire.
Fino a quando riusciranno a sopportare la tracotanza dei bianchi?
Mentre questo difficile rapporto si sviluppa tra terre inospitali e politiche coloniali incapaci talvolta di comprendere i bisogni primari degli indigeni, malattie come la malaria e la lebbra si fanno strada nei villaggi più sperduti della Nigeria, tra l’intricata giungla che costeggia il Cross River.
Qui il testo assume le connotazioni più alte e nobili della prosa di Sinclair. Raggiunge vette struggenti e inaspettate di insolita bellezza, dove ogni aggettivo, ogni commento, non è mai messo lì a caso ma contribuisce a dare al racconto quella forza possente e trainante, tipica delle persone che hanno sperimentato sulla propria pelle ciò che descrivono. Sì, perché Sinclair, regista, sceneggiatore e attore di fama, avvezzo a creare ambientazioni di forte impatto emotivo, è stato anche Medico senza Frontiere, in Africa e in India, oltre che teologo. Un medico specializzato in malattie tropicali, dunque competente, che conosce ciò che narra.
Quando parla delle conseguenze della lebbra è assai arduo non identificarlo in Conrad, l’eroico medico che nel racconto ha dedicato buona parte della sua vita a curare gli indigeni nigeriani. Anche nel ruolo di teologo è sorprendentemente efficace e mai ovvio. Il testo contiene molte dissertazioni sulla religione di Cristo ma anche sulle altre credenze, che aprono suggestive parentesi che invitano a pensare.
Che altro dire di questo straordinario romanzo?
Che conoscendo le credenziali dell’Autore ero sicuro di leggere un racconto unico e non scontato ma mi sbagliavo.
Non potevo immaginare come la realtà sarebbe andata ben oltre l’immaginazione, rendendo Cross River People uno dei libri più affascinanti che io abbia mai letto.
Grazie, Joshua Sinclair, per le forti emozioni che hai voluto donarci.

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