Kosakenland. Storie di colbacchi, fucili e amori

Eugenio Nascimbeni

Nel 1944 i cosacchi, alleati dei nazisti, si impossessano con le loro famiglie dei paesi della Carnia, installandosi con la forza nelle case dei legittimi proprietari. Prende forma, in tal modo, quella che i tedeschi chiamano Kosakenland in Norditalien.

Per i carnici la coabitazione con gli occupanti, che spesso si lasciano andare a prepotenze, non è facile. La giovane Olga, figlia dell’atamano, riesce a imbastire forti legami di affetto e confidenza con la donna che ospita lei e la sua famiglia.

Sullo sfondo della lotta partigiana, e dei tragici eventi legati all’occupazione, una storia che parla del diverso, dell’amicizia, della speranza e persino dell’amore.

pag. 426

Prezzo € 22,00

ISBN 979-12-81923-02-7

Collana di narrativa genere sociale e storica per chi ha fame di conoscenza e verità

Recensioni

“Kosakenland Storie di colbacchi, fucili e amori” di Eugenio Nascimbeni – The BookAdvisor

3 risposte a “Kosakenland. Storie di colbacchi, fucili e amori”

  1. Avatar Seed

    Mi piacciono molto le cose che nascono. Dentro, fuori. ho sguardo affamato di parole nuove. Sono stata felice di ascoltare 3 donne (solo 3 su 5, questa volta) coraggiose, Selvatiche buone piene di semi e futuri fiori e frutti. Alla presentazione della loro neonata casa editrice, la SEED – Selvatiche Edizioni, appunto, oltre ai sorrisi e alle parole appassionate, c’era anche questo libro. Primo seme. Bello, con la sua sovracopertina che pare un quadro e dunque complimenti vivissimi all’artista.
    Ciascuno di noi evidenzia, nel leggere, ciò che non conosce soprattutto e nel mio caso non conoscevo la Storia qui narrata: la risoluzione di Rosenberg del 1944 e la conseguente Operazione Ataman, con cui al popolo cosacco viene promessa una nuova terra come premio per essere al fianco dei nazisti, come alleati o collaborazionisti non importa. Di fatto, giungono in Italia, in Carnia come usurpatori: hanno il compito di arginare i ‘partizany’ della brigata Garibaldi che in quelle montagne si erano rifugiati. In Carnia, dove nel ‘44 una quarantina di comuni si organizzarono in una Repubblica Libera, dandosi regole e leggi che poi confluiranno nel Repubblica Italiana finita la guerra. Per la cronaca, la Repubblica Libera durò pochissimo, qualche mese appena.
    Kosaken in Norditalien: questa fu altra sofferenza, altro dolore, altre angherie. A guerra finita, i cosacchi si diressero verso l’Austria per arrendersi ai britannici, i quali li consegnarono ai russi. Tutto ciò mi rimarrà a lungo tempo nella testa, farà scaturire nuove domande, nuova curiosità e di ciò ringrazio l’autore.
    Intrecciata alla Storia, anche una storia d’amore, tra persone appartenenti a fronti opposti, nemici ma innamorati. Come si dice? l’amore vince su tutto.

    Rosamaria Cerone

  2. Avatar Seed

    Alla lettura di Kosakenland, mi sono incantata, ho sentito l’odore delle erbe aromatiche, ho camminato sulla neve, mi sono scaldata al fogolar, sono stata partizany, mi sono innamorata nello spazio tra un fucile un mazzo di fiori. Con quanta delicatezza, l’autore, ha saputo affrontare i rapporti tra le persone. Alcuni passaggi mi hanno commosso. Il libro mi è passato dentro e mi ha lasciato una sensazione di pienezza e candore. Mai ha affrontato le azioni, le situazioni, seppure brutali, con crudeltà. Il narratore è garbato. Grazie per questo dono che fa a chi lo leggerà.

    Maggie

  3. Avatar Seed

    Potrei solo scrivere due parole su Kosakenland di Eugenio Nascimbeni, edito dalla nuovissima nata SEED Selvatiche Edizioni: molto bello e finirla qui, però non credo basterebbe a far capire la straordinaria emozione che mi ha procurato nel leggerlo.
    Innanzi tutto la storia.
    Mi piace quando un autore mi fa partecipe di qualcosa che è veramente accaduto e che mi è sconosciuto.
    In questa sua opera l’autore ha raccontato l’invasione della Carnia, avvenuta durante la seconda guerra mondiale, da parte di un gruppo di cosacchi, ai quali il Führer aveva “fatto dono” di quella terra per essersi messi a sua disposizione, aiutandoli a trasferirsi dalla propria occupata dai russi. C’è però un problema. La regione è abitata dai legittimi residenti che non vedono proprio di buon occhio quell’invasione. Devono però sottomettersi alla forza bruta dei famosi cosacchi che debbono però loro stessi piegarsi sotto il giogo dei tedeschi e dei fascisti ancora presenti in quella regione.
    Ci sono molti personaggi nella storia e ognuno è presentato con tratti che lo descrivono così reale da obbligarvi a prendere parte delle sue vicende come se l’aveste sposato: nella buona e nella cattiva sorte.
    Cosa che dà immediatamente l’idea di quanto sia eccellente l’autore nel maneggio della penna.
    Ciò non vale solo per i personaggi ma anche per il panorama delle montagne che circondano il paesino di Preacco.
    Essendo il nome di fantasia, ciò ha permesso all’autore di mettere in pratica, con molta intelligenza, la propria immaginazione.
    Non c’è guerra senza un amore (potrebbe essere un aforisma). Ed è così anche qui. Ce ne sono vari: materni, fraterni, incompresi, negati, complessi e ardenti. Sono tutti talmente ben descritti da portare facilmente il lettore a coinvolgersi nelle loro vicende di vita e di morte.
    Quando ho scritto quelle due parole iniziali mi sono sbagliato.
    Ne bastava una sola: super.
    Permettetemi un consiglio: entusiasmatevi anche voi.Potrei solo scrivere due parole su Kosakenland di Eugenio Nascimbeni, edito dalla nuovissima nata SEED Selvatiche Edizioni: molto bello e finirla qui, però non credo basterebbe a far capire la straordinaria emozione che mi ha procurato nel leggerlo.
    Innanzi tutto la storia.
    Mi piace quando un autore mi fa partecipe di qualcosa che è veramente accaduto e che mi è sconosciuto.
    In questa sua opera l’autore ha raccontato l’invasione della Carnia, avvenuta durante la seconda guerra mondiale, da parte di un gruppo di cosacchi, ai quali il Führer aveva “fatto dono” di quella terra per essersi messi a sua disposizione, aiutandoli a trasferirsi dalla propria occupata dai russi. C’è però un problema. La regione è abitata dai legittimi residenti che non vedono proprio di buon occhio quell’invasione. Devono però sottomettersi alla forza bruta dei famosi cosacchi che debbono però loro stessi piegarsi sotto il giogo dei tedeschi e dei fascisti ancora presenti in quella regione.
    Ci sono molti personaggi nella storia e ognuno è presentato con tratti che lo descrivono così reale da obbligarvi a prendere parte delle sue vicende come se l’aveste sposato: nella buona e nella cattiva sorte.
    Cosa che dà immediatamente l’idea di quanto sia eccellente l’autore nel maneggio della penna.
    Ciò non vale solo per i personaggi ma anche per il panorama delle montagne che circondano il paesino di Preacco.
    Essendo il nome di fantasia, ciò ha permesso all’autore di mettere in pratica, con molta intelligenza, la propria immaginazione.
    Non c’è guerra senza un amore (potrebbe essere un aforisma). Ed è così anche qui. Ce ne sono vari: materni, fraterni, incompresi, negati, complessi e ardenti. Sono tutti talmente ben descritti da portare facilmente il lettore a coinvolgersi nelle loro vicende di vita e di morte.
    Quando ho scritto quelle due parole iniziali mi sono sbagliato.
    Ne bastava una sola: super.
    Permettetemi un consiglio: entusiasmatevi anche voi.

    Antonio Borghesi

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